“TERZIARIO” IN LOMBARDIA… QUALE ELEVATORE?

23 gennaio 2019

Abbiamo già affrontato il tema degli elevatori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche in Lombardia in una precedente informativa (QUI); ora ci occupiamo di tutti i casi diversi dal contesto residenziale che definiamo per semplicità come “terziario” solo per distinguerlo dal caso residenziale. Le norme di riferimento sono sempre il DM 236/89 (decreto nazionale) e la LR 6/89 (legge regionale) che recitano quanto di seguito:

236/89 art. 8.1.12:
“a) Negli edifici di nuova edificazione, non residenziali, l'ascensore deve avere le seguenti caratteristiche:
- cabina di dimensioni minime di 1,40 m di profondità e 1,10 m di larghezza;
- porta con luce minima di 0,80 m posta sul lato corto; […]
c) L'ascensore in caso di adeguamento di edifici preesistenti, ove non sia possibile l'istallazione di cabine di dimensioni superiori, può avere le seguenti caratteristiche:
- cabina di dimensioni minime di 1,20 m di profondità e 0,80 m di larghezza;
- porta con luce netta minima di 0,75 m posta sul lato corto; […]”.


LR 6/89 art. 5.3.3 dell’allegato alla Legge:
“[…] In tutti gli edifici, di cui alle lett. a), c), f), g) dell'art. 5 della Legge con più di un piano fuori terra deve essere previsto almeno un ascensore con le seguenti dimensioni e caratteristiche:
- una lunghezza di m 1,50 ed una larghezza di m 1,37;
- avere una porta a scorrimento laterale con una luce netta di almeno cm 90. […]”.


LR 6/89 art. 5 (comma 2):
”In particolare, la disciplina normativa riguarda:
a) gli edifici e i locali pubblici e di uso pubblico, ivi compresi gli esercizi di ospitalità; […]
c) gli edifici e i locali destinati ad attività produttive di carattere industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività commerciali e del settore terziario; […]
f) le strutture e gli impianti fissi connessi all'esercizio dei trasporti pubblici di persone di competenza regionale;
g) le strutture e gli impianti di servizio di uso pubblico, esterni o interni alle costruzioni; […]”.

Prima di procedere con le deduzioni del caso, è opportuna una ultima citazione relativa alla gestione degli interventi sull’esistente così come prevista dalla LR in Lombardia.


LR 6/89 art. 12 (comma 1):
“Il presente titolo detta norme in materia urbanistica da osservarsi per il rilascio delle concessioni ed autorizzazioni di edificazione relative alle nuove costruzioni ed agli interventi sugli edifici esistenti […]”


LR 6/89 art. 13 (comma 2):
“Le prescrizioni […] dell'allegato si applicano per il rilascio delle autorizzazioni relative ad interventi di manutenzione straordinaria che riguardino specificatamente le parti della costruzione, gli elementi e le attrezzature oggetto delle prescrizioni stesse, salvo quanto previsto dal successivo art. 20.”.

LR 6/89 art. 20
“1. Le concessioni di edificazione per restauro, risanamento conservativo e le autorizzazioni per manutenzione straordinaria possono essere motivatamente rilasciate in deroga a quanto previsto dall'allegato, nel caso di:
a) esistenza di vincoli stabiliti ai sensi della normativa vigente a tutela dei beni ambientali artistici, archeologici, storici e culturali, che non consentano interventi edilizi coerenti con la finalità della presente Legge;
b) impossibilità tecnica connessa agli elementi statici ed impiantistici degli edifici oggetto dell'intervento. 2. […] le autorizzazioni […] riguardanti ambienti di lavoro destinati alla produzione, possono essere motivatamente rilasciate in deroga alle prescrizioni dell'allegato, nel caso di:
a) impossibilità di inserimento nella specifica lavorazione di portatori di handicap di tipo tale da essere di pregiudizio alla sicurezza propria o dei colleghi o degli impianti;
b) presenza di sistemi produttivi con utilizzo di macchinari non adattabili alle esigenze di personale portatore di handicap. 3. Ai fini del rilascio delle autorizzazioni e concessioni di cui ai commi precedenti l'estensore del progetto è tenuto a motivare, documentare e sottoscrivere sotto la propria responsabilità quanto ivi previsto; il rilascio dei provvedimenti di autorizzazione o concessione possono comunque essere subordinati all'adozione di soluzioni tecniche alternative alle prescrizioni dell'allegato, idonee a garantire l'uso dell'immobile secondo le finalità della presente Legge.”.


Ora abbiamo gli elementi essenziali per riassumere di seguito quali sono le prescrizioni che il Legislatore ha stabilito:
1) non esiste un numero minimo di piani fuori terrà al di sotto del quale non è obbligatorio il rispetto delle prescrizioni (differenza sostanziale rispetto al caso residenziale);
2) la LR 6/89 prevale, sia in termini di ambito di applicazione sia in termini di richieste dimensionali, rispetto al DM 236/89: dunque l’impianto per il “terziario” in Lombardia è un ascensore con cabina netta interna da 137x150 cm nel caso di unico accesso in cabina o accessi opposti (150x150 cm nel caso di accessi adiacenti) e porte con passaggio netto da 90 cm;
3) Le dimensioni minime vanno certamente sempre rispettate per le nuove costruzioni; nei contesti esistenti, l’installazione di ascensori di dimensioni inferiori, o eventualmente di piattaforme elevatrici, è subordinata al rilascio di opportuna deroga che deve essere richiesta e adeguatamente motivata.

Una volta tanto, tutto molto semplice… ;-)

Questo è quanto, se avete dubbio o casi specifici QUI trovi un form da compilare per contattarci.

A presto!