Residenziale privato in Lombardia…
Quale elevatore?

16 novembre 2017

Si sa!... in Italia il Legislatore, con il proprio operato, è spesso causa di confusione e fraintendimenti… e frequentemente lascia ampi “spazi interpretativi” nei quali ogni soggetto (Amministrazioni Pubbliche, Professionisti e singoli Cittadini) si esercita alla ricerca della “soluzione” più comoda o più conveniente che talvolta conduce a contenziosi di varia natura.

In materia di abbattimento barriere architettoniche, con particolare riferimento agli elevatori per i fabbricati residenziali, la situazione però è solo complessa, ma non fumosa o indefinita… di un certo grado di complessità non si può comunque fare a meno nel nostro Paese! :-D

Vediamo insieme, in pochi essenziali passaggi, gli aspetti principali da tenere presenti quando si deve individuare la corretta tipologia di elevatore nel caso residenziale.

Le norme di riferimento in Lombardia sono 2: il D.M. 236/89 (norma nazionale che da attuazione all’art. della L 13/89) e la L.R. 6/89 (norma regionale che può essere considerata il “rinforzino” lombardo alla norma nazionale).

Chiariamo subito un primo aspetto: entrambe le norme si applicano sia alle nuove edificazioni sia ai fabbricati esistenti oggetto di interventi di manutenzione straordinaria (tra cui rientra l’installazione di nuovi elevatori) o di ristrutturazione.

Chiaramente nel caso di nuove edificazioni non c’è via di scampo… se ricorrono le condizioni di applicabilità di una o di entrambe le norme sopra (vedremo di seguito quali sono) non c’è alcuna possibilità di deroga: si applica la norma in modo integrale e basta!

Nel caso di interventi su edifici esistenti è invece contemplata la possibilità di ottenere delle deroghe in relazione alla situazione dello stato di fatto che in molti casi non consente di installare impianti perfettamente aderenti alle prescrizioni: chiaramente le richieste di deroga devono essere circostanziate da oggettive problematiche tecniche.

Facciamo una prima doverosa premessa: sono ormai molti anni che sul mercato sono disponibili impianti di elevazione “ibridi”... non sono né “montacarichi”, né “ascensori”, né “montapersone”, né “miniascensori” (ormai i nomignoli sono i più vari)… sono semplicemente piattaforme elevatrici collaudate a Direttiva Macchine e non a Direttiva Ascensori… ecco perché non sono ascensori!

Non ci soffermeremo su questa categoria di impianti, alla quale dedicheremo uno specifico approfondimento, ma chiariamo solo che nel caso di nuove edificazioni, qualora siano applicabili le norme sopra, non è possibile “scegliere” di installare una piattaforma elevatrice anziché un ascensore!

Nel caso di contesto esistente, o di non applicabilità delle norme, invece la musica cambia: in certe condizioni è assolutamente possibile, e spesso auspicabile, “cabrare” su questi impianti che sono una brillante ed efficiente soluzione a problemi concreti e molto ricorrenti.

Ultima cosa sulle piattaforme elevatrici: sia il D.M. 236/89 si la L.R. 6/89 accennano a questi impianti tra le opzioni disponibili in caso di difficoltà estreme, limitandone peraltro moltissimo il campo di applicazione. Nel 1989, quando furono concepite le 2 norme, le piattaforme elevatrici erano impianti “eroici” che alcuni operatori “accrocchiavano” senza specifici riferimenti a norme tecniche… dei Frankenstein dell’elevazione! Oggi esistono precise norme tecniche per la progettazione e la produzione di questi impianti, che sono marchiati CE e che superano abbondantemente, ed in piena sicurezza, i limiti imposti al tempo dalle norme in questione.

Torniamo a noi e vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti di applicazione del D.M. 236/89 e della L.R.6/89, che, in particolare, sono riferiti al numero di piani di un edificio (nuovo ed esistente appunto).

Il D.M. 236/89 all’art. 3.2. dice: “[…] L'ascensore va comunque installato in tutti i casi in cui l'accesso alla più alta unità immobiliare è posto oltre il terzo livello, ivi compresi eventuali livelli interrati e/o porticati. […]”.

La LR 6/89 all’art. 5.3.3 dell’allegato dice: “[…] Negli edifici di edilizia residenziale abitativa con più di tre piani fuori terra l’accesso agli alloggi deve essere garantito da almeno un ascensore […]”.

Notiamo innanzitutto che si parla appunto in entrambi i casi di ascensore e non di piattaforma elevatrice.

Ma vediamo meglio i campi di applicazione con una semplice tabella di esempio:

PianiApplicazione D.M. 236/89Applicazione L.R. 6/89
PT/P1°/P2°NONO
PT/P1°/P2°/P3°SISI
-1/PT/P1°NONO
-2/-1/PT/P1°SINO
-2/-1/PT/P1°/P2°SISI


Ora vediamo quali sono le richieste dimensionali (cabina e porte) delle 2 norme nel caso di nuove costruzioni e di ristrutturazioni, anche in questo caso usiamo una semplice tabella:

Tipo di contestoD.M. 236/89L.R. 6/89
Nuova costruzioneCabina 95x130 cm e porte da 80 cmCabina 95x130 cm e porte da 85 cm
Edificio esistenteCabina 80x120 cm e porte da 75 cm, ove non sia possibile installare una cabina di dimensioni superiori (art. 8.2.12 comma C).Cabina 95x130 cm e porte da 85 cm


Si nota subito che la L.R. 6/89 non discrimina l’esistente dalla nuova costruzione e che il D.M. 236/89 auspica comunque l’installazione, ove possibile, di cabine e porte di dimensioni superiori ai minimi prescritti.

Ora mettiamo insieme le 2 tabelle sopra per ottenere la nostra “Stele di Rosetta” per l’edilizia residenziale in Lombardia.

Partiamo dalle nuove costruzioni:

PianiD.M. 236/89L.R. 6/89
PT/P1°/P2°Nessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatriceNessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatrice
PT/P1°/P2°/P3°Si applica la L.R. 6/89 perché richiede cabina e porte più grandiAscensore con cabina 95x130 cm e porte da 85 cm
-1/PT/P1°Nessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatriceNessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatrice
-2/-1/PT/P1°Ascensore con cabina 95x130 cm e porte da 80 cmFuori dai requisiti richiesti per l’applicazione della norma, si applica il D.M. 236/89
-2/-1/PT/P1°/P2°Si applica la L.R. 6/89 perché richiede cabina e porte più grandiAscensore con cabina 95x130 cm e porte da 80 cm


E questo è il quadro per gli edifici esistenti:

PianiApplicazione D.M. 236/89Applicazione L.R. 6/89
PT/P1°/P2°Nessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatriceNessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatrice
PT/P1°/P2°/P3°Si applica la L.R. 6/89 perché richiede cabina e porte più grandiAscensore con cabina 95x130 cm e porte da 85 cm
-1/PT/P1°Nessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatriceNessun obbligo di elevatore, nessun vincolo dimensionale, può essere installata anche una piattaforma elevatrice
-2/-1/PT/P1°Ascensore con cabina minima 80x120 cm e porte minimo da 75 cmFuori dai requisiti richiesti per l’applicazione della norma, si applica il D.M. 236/89
-2/-1/PT/P1°/P2°Si applica la L.R. 6/89 perché richiede cabina e porte più grandiAscensore con cabina 95x130 cm e porte da 80 cm


Come già detto, su questa ultima categoria (edifici esistenti) sono comunque consentite richieste di deroga di vario genere se opportunamente motivate (ad esempio piattaforma elevatrice al posto dell’ascensore, una o più dimensioni sotto il minimo richiesto ecc.).

Mettendo nuovamente a confronto gli edifici esistenti con le nuove costruzioni, appare evidente che le richieste normative in Lombardia non discriminano tra queste 2 categorie, fatta eccezione per il caso di edifici con più di 3 piani totali, meno di 3 fuori terra e di cui almeno 2 interrati: si veda la casistica -2/-1/PT/P1°.

Questo è quanto, se avete dubbio o casi specifici QUI trovi un form da compilare per contattarci.

A presto!